Notizie dal mondo della cultura

News

Cerca altre news
Di Sosta in Sosta

The Golden Ass

Ovvero Le Metamorfosi

Blindarte Contemporanea | Napoli | 16/03/2013 - 10/05/2013
The Golden Ass

La Blindarte contemporanea è lieta di annunciare The Golden Ass, la mostra che riunisce 4 tra i più interessanti pittori della scena contemporanea newyorkese: Adam Cvijanovic, Inka Essenhingh, Natalie Frank e Santi Moix. La mostra sarà inaugurata Sabato 16 Marzo a partire dalle 18.30 nella galleria di via Caio Duilio 10 a Napoli. Il titolo della mostra è tratto dalla nota Novella di Lucio Apuleio (II secolo d.C.), The Golden Ass, ovvero Le Metamorfosi, opera della letteratura latina, unica testimonianza del romanzo antico in lingua latina. Il soggetto principale del libro è il giovane Lucio che arriva nella città di Hypata in Tessaglia (tradizionalmente terra di maghi), dove la vita è animata da sortilegi di ogni genere. Qui il protagonista verrà coinvolto in trame sempre più fitte che lo condurranno, a seguito di un esperimento non andato a buon fine, alla metamorfosi in un asino, e a lunghe peripezie per riassumere sembianze umane. Il titolo The Golden Ass, accuratamente ricercato dagli artisti, sottolinea come il Mito, a volte crudele ed inaspettato, altre volte intriso di giochi, ironie e doppi sensi, sia il tema principale che li accomuna e che visibilmente caratterizza le loro ricerche. In ogni dipinto ciascun artista, come Apuleio nella sua celebre novella, affronta un racconto complesso, misto di realtà e leggenda, denso di mistero, proprio come l’opera letteraria, pronta per essere letta, compresa ed interpretata e per regalare al fruitore-lettore nuove chiavi di lettura del vivere quotidiano. Traendo ispirazione dalla pittura monumentale rinascimentale, Adam Cvijanovic ha inventato i famosi “portable murales”, cioè affreschi trasportabili che intervengono direttamente sugli spazi architettonici: utilizzando la tecnica del flashe e latex su carta Tyvek, l’artista riesce a ricreare l’effetto del dipinto a parete, per poi rendere possibile il trasporto del wall painting, una volta realizzato. II dipinti di Inka Essenhigh raffigurano visioni dipinte popolate di figure in continuo movimento. Sono favole distorte in cui i personaggi che le animano, come archetipi, folletti e natura antropomorfizzata, prendono vita dal paesaggio e raccontano la propria storia: come nel dipinto Diana, dove nella foresta una figura antropomorfa si distacca dagli alberi mostrandosi e narrandoci la propria leggenda. I dipinti, densi di misticismo, respirano, ondulano, trasmettono un senso di continua azione e trasformazione. Nonostante queste opere siano figurative, danno la sensazione di tendere verso l’astrazione. Infatti la Essenhingh, affermando di voler “raccontare storie”, considera in maniera fluida il confine tra figurativo ed astratto, poiché l’elemento astratto è sempre parte “dei buoni dipinti figurativi”. Le storie rappresentate nei dipinti di Natalie Frank appaiono letteralmente e figurativamente piene di tensione: tra piattezza e profondità e tra astrazione e figurazione. Il tema ricorrente nel lavoro della Frank è la trasfigurazione. L’artista dipinge rappresentazioni narrative: i suoi personaggi comunicano tra loro e con lo spettatore, esprimendo relazioni di potere. Lo spazio tra le figure, che si fonde e si dissolve, definisce la loro coscienza e consapevolezza del mondo che cambia. La Frank “mette in scena” le sue tele, permettendo agli attori stessi di recitare queste storie personali all’interno di un regno del carnevalesco. La natura che ci circonda è invece il principale interesse di Santi Moix. Saperla osservare è ciò a cui si dedica da anni, trascorrendo gran parte del tempo a ritrarla, riempiendo di disegni e schizzi i suoi numerosi taccuini. Dalla sua famiglia di origine ha ricevuto la capacità di stare in contatto con la natura, ma sono stati i suoi viaggi e la sua permanenza in Giappone e nell’estremo oriente, dove ha conosciuto le pratiche dei maestri calligrafi, che gli hanno trasmesso la capacità di concentrare nell’istantaneità del gesto tutta l’energia e la libertà della natura. A questo soggiorno si devono i suoi lavori su carta, che Moix stesso definisce “liquidi”, perché impregnati di saggezza orientale: “sono liberi, istantanei, il risultato dello stato naturale nel quale sono stati concepiti”.