Di Sosta in sosta

Luoghi della Cultura

Teatro Marrucino di Chieti

Cultura, per vocazione

Via Cesare de Lollis, 10 - 66100  Chieti
Teatro Marrucino di ChietiTeatro Marrucino di Chieti

Inaugurato nel 1818 con il nome di teatro S. Ferdinando su progetto dell’architetto Eugenio Michitelli, in onore del sovrano Ferdinando I di Borbone, Re delle Due Sicilie, nel 1861 fu attuato il cambiamento di denominazione in Teatro Marrucino, in omaggio all’antica popolazione italica che aveva abitato il territorio. 

Tra 1870 e il 1875 furono attuati degli ampi lavori di restauro che hanno modificato l’intero impianto teatrale interno dandone la configurazione attuale con la creazione del quarto ordine di palchi, il nuovo loggione per 120 persone e l’aumentò della platea.

Gran parte dell’apparato decorativo è opera di Luigi Samoggia come il decoro del soffitto con al centro un grande rosone ligneo diviso in otto settori dove sono collocati sull’estremità esterna, nello spazio divisorio di ogni sezione, altrettanti medaglioni circolari realizzati su fondo oro.

All’interno dei settori sono raffigurate delle figure femminili allegoriche relative alla musica o al teatro, mentre i medaglioni riproducono i volti degli illustri autori teatrali di Goldoni, Paisiello, Pergolesi, Shakespeare, Goethe, Alfieri, Rossini e Verdi.

La realizzazione del sipario del 1875 è frutto dell’artista napoletano Giovanni Ponticelli che scelse come soggetto, su suggerimento dell’amministrazione comunale, Il trionfo sui Dalmati Partini di Asinio Pollione.

Altro elemento di indubbio valore storico-artistico sono i due paggi in terracotta di grandezza naturale dello scultore Costantino Barbella, posti nell’atrio lateralmente all’ingresso alla sala teatrale.

Sul lato destro nell’atrio del Marrucino sono collocate anche due lapidi commemorative una del 1901 in onore di Verdi ad opera di Cesare De Laurentiis, mentre la seconda realizzata da Ettore Moschino del 1925 dedicata a Puccini.

L’importanza del Teatro Marrucino, che è il più antico tra quelli ottocenteschi presenti in Abruzzo, si rintraccia nel mantenimento inalterato del suo impianto architettonico ottocentesco e nella trasmissione ininterrotta per quasi due secoli della sua funzione di centro di fruizione teatrale con un programma ricco di incontri e rappresentazioni. (Simona Pisarri)