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Rita Mele. Urgenza di parole

Stratificazioni, sovrapposizioni e mescolanze

Studio Arte Fuori Centro | Roma | 29/01/2013 - 15/02/2013

Martedì 29 gennaio 2013, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22, si inaugura la personale di Rita Mele Urgenza di parole, curata da Loredana Rea. L’esposizione rimarrà aperta fino al 15 febbraio, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00. La mostra, è il primo appuntamento di Itinerari per viaggiatori distratti, ciclo di approfondimento, ideato dal critico Loredana Rea con l’intento di riflettere sul ruolo dell’arte, sul suo valore e sul suo campo d’azione. Nell’arco di tempo compreso tra febbraio e giugno sette artisti – Rita Mele, Margherita Levo Rosenberg, Maurizio Cesarini, Enzo Cursaro, Riccardina Montenero, Grazia Sernia e Immacolata Datti – differenti per formazione e scelte operative, si confrontano per evidenziare l’importanza di una pratica di continuo e ricercato sconfinamento, strettamente connessa alle metodologie di lavoro e agli strumenti di espressione, suggerendo un itinerario complesso nella sua multiforme articolazione. Per questa esposizione Rita Mele propone al pubblico una selezione di lavori recenti in cui a dominare è l’intrigante equilibrio tra il senso del colore, sapientemente tenuto sotto registro da una gestualità contenuta ma suadente e l’urgenza di un racconto costruito su immagini elementari eppure evocative, in una mescolanza sapiente tra persistenze figurative e istanze di matrice post-informale. Infatti, la sua prassi operativa pur collocandosi in quella linea di recupero della pittura, che a partire dai primi anni ’80, attraverso uno stringente ragionamento sulla sua densità di senso e sulla sua capacità di trascendimento, ha offerto e continua ad offrire un terreno sempre fertile per nuove occasioni di sperimentazione, si presenta come multiforme e sempre pronta ad accogliere stimoli diversi, che la rendono complessa e ricca di produttivi ripensamenti. Nelle tele di formato quadrato, di grandi e piccole dimensioni (cm 100×100 e cm 20×20)  dalla stratificazione della materia cromatica, che si addensa e  poi si dirada come a seguire le esigenze di un suo fisiologico sviluppo in un infittirsi di pennellate di ritmo e lunghezza differenti, accanto a figure minimali prendono corpo le parole, a cadenzare la necessità di trattenere i pensieri rubati allo scorrere della quotidianità. Il quadro allora si offre allo sguardo come il risultato di un percorso di ricerca che Mele ha costruito seguendo un cammino, in cui il suono delle parole si pone come sottile linea di separazione tra la solitudine dell’essere e la necessità comunicativa dell’esistere.