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Quando l’alba s’innamora

L’infanzia di Gabriele d’Annunzio da Pescara a Prato

Casa D’Annunzio | Pescara | 12/03/2013 - 29/09/2013
Quando l’alba s’innamora

Dopo Rocco Carabba e la Cultura dell’anima,  dedicata all’editore di Primo Vere, e la mostra fotografica  D’Annunzio & friends, la Casa Natale di Gabriele d’Annunzio entra nel vivo delle manifestazioni per il 150° anniversario della nascita di questo gigante della cultura italiana, nato a Pescara il 12 marzo 1863.  Proprio in occasione della ricorrenza è  inaugurata  una mostra che coinvolge l’intero Monumento Nazionale situato tra Corso Manthonè e Via delle Caserme  che,  dismessi  i malinconici panni di dimora di una madre che attendeva un figlio che non arrivava mai, si converte in una dimora borghese a festa per l’evento di una nascita a lungo attesa e accolta con estrema gioia.  Saranno tra l’altro alcuni capolavori di Francesco Paolo Michetti a trasmettere la straordinaria felicità di donna Luisa De Benedictis appena ventenne e già madre di due bambine. Nelle sale espositive a piano terra, oggi dotate di un nuovo impianto di illuminazione a led (a cura dei tecnici della Soprintendenza BAP dell’Abruzzo), viene aperta  al pubblico a partire dalle 18.30 del 12 marzo la mostra dedicata a L’infanzia di Gabriele d’Annunzio da Pescara a Prato “Quando l’alba s’innamora”, con dipinti, cimeli,  lettere e documenti, in parte inediti, i quali  illustrano una  pagina rimasta in ombra della vita del Vate. L’esposizione si snoda attraverso  le sezioni dedicate  ai luoghi che sono stati teatro dei primi anni, Pescara e Ortona, ai genitori, agli amici, alle maestre e ai maestri, agli amuleti e ai giocattoli, fino alle prime prove di respiro artistico: i disegni, le composizioni musicali e i versi dell’esordiente,  con alcuni autografi giovanili mai finora esposti, incredibilmente ricchi di ripensamenti e correzioni. Uno spazio è dedicato inoltre alla passione per i cavalli, nella stalla impreziosita dai versi e da dipinti raffiguranti i cavalli più amati, Silvano e Aquilino, reinterpretati da Barbara Vitale.