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Luoghi della Cultura

Pinacoteca Giuseppe De Nittis – Palazzo della Marra

“È la vita per la quale sono nato: dipingere, ammirare, sognare” [G. De Nittis]

Via Cialdini, 74 70051 -  Barletta
Pinacoteca Giuseppe De Nittis – Palazzo della MarraPinacoteca Giuseppe De Nittis – Palazzo della Marra

La collezione De Nittis, donata alla città di Barletta da Léontine Gruvelle (sposa e musa ispiratrice del pittore pugliese) trova attualmente collocazione nel cinquecentesco e fastoso palazzo della Marra. Centoquarantasei i dipinti che ivi si possono ammirare e sessantacinque incisioni, oltre alla biblioteca e all’epistolario. Residenza aristocratica degli Orsini fin dalla metà del 1500, il palazzo sede della pinacoteca, passò poi alla famiglia dei Della Marra e nel 1958 divenne demanio statale. La preziosa collezione di opere pittoriche in esso custodite appartiene a Giuseppe De Nittis. Nato a Barletta nel 1846, dopo la perdita prematura dei genitori, il giovane artista si trasferisce a quattordici anni a Napoli, dove frequenta l’Istituto di belle Arti dal quale però viene presto espulso. Nel 1867 si trasferisce a Parigi dove sposa Léontine Gruvelle. Dal 1869 al 1879 espone ai Salons parigini e si presenta quale unico italiano alla prima mostra degli Impressionisti riscuotendo un enorme successo con il dipinto Che freddo!, opera densa di charme e originalità che gli aprirà le porte alla celebrità. I paesaggi, le corse ippiche, le donne, i luoghi della campagna e della metropoli parigina, rappresentano i soggetti principali della pittura di De Nittis. La casa dell’artista a Parigi, diventa luogo d’incontro dell’élite culturale franco-britannica, frequentata da Edouard Manet, Edgar Degas, James Tissot, Gustave Caillebotte. Forse nemmeno gli stessi pugliesi sono a conoscenza del fatto che la ridente cittadina di Barletta ospita nel suo centro storico la memoria artistica di un personaggio così celebre. De Nittis muore a soli 38 anni in Francia; i suoi ultimi capolavori dalle pennellate intimistiche e fortemente evocative, sembrano lasciare il testamento di un’esistenza artistica giunta al suo apice. (Mariella La Forgia)