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Un ospite di riguardo nella casa di Alvise Cornaro

Pietro Bembo

Padova | 23/02/2013 - 19/05/2013

Veneziano di nascita, padovano di adozione,  di casa nella Roma dei Papi, Bembo (Venezia, 20 maggio 1470- Roma, 18 gennaio 1547) fu uno dei padri del Rinascimento. Umanista di raffinata sensibilità, poeta e storiografo della Repubblica Veneta, influenzò in modo determinante la letteratura del suo tempo. Con Aldo Manuzio rivoluzionò il concetto di libro, curando volumi di classici di piccolo formato privi di commento, che potessero essere letti al di fuori delle aule universitarie. Amò donne bellissime come Lucrezia Borgia e cantò l’amore, non solo platonico, negli ‘Asolani’ e nei ‘Motti’.  A 69 anni fu nominato cardinale da papa Paolo III e pose le basi per la leggendaria Biblioteca Vaticana. Oltre che di Raffaello e Michelangelo fu amico, guida e protettore di artisti quali Giovanni Bellini, Sansovino, Sebastiano del Piombo, Tiziano, Benvenuto Cellini, Valerio Belli, di cui collezionò e spesso ispirò le opere. Fu infine fautore di un’idea di unificazione dell’Italia a partire dalla creazione di una lingua nazionale, le cui regole Bembo codificò nelle “Prose della volgar lingua” basandosi sugli scritti di Petrarca e Boccaccio.

In occasione della mostra Pietro Bembo e L’Invenzione del rinascimento, l’Associazione Culturale La Torlonga promuove un’interessante visita guidata tematica alla scoperta della Loggia e dell’Odeo Cornaro, complesso architettonico che è uno dei più significativi monumenti della città, voluto da un grande personaggio legato a Pietro Bembo: il mecenate, uomo di cultura e collezionista Alvise Cornaro. 

Organizzazione: Associazione La Torlonga