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Ottocento Veneto. Da Favretto a Zandomeneghi

Scene di genere, paesaggi e ritrattistica

Galleria Bottegantica | Milano | 12/04/2013 - 31/05/2013
Ottocento Veneto. Da Favretto a Zandomeneghi

Dal 12 aprile al 31 maggio 2013, Galleria Bottegantica di Milano (via Manzoni 45) ospita la mostra Ottocento Veneto. Da Favretto a Zandomeneghi.
La rassegna, curata da Enzo Savoia e Stefano Bosi, presenta 36 opere realizzate dai maggiori artisti veneti del XIX secolo: Bartolomeo Bezzi, Beppe, Emma e Guglielmo Ciardi, Angelo Dall’Oca Bianca, Giacomo Favretto, Pietro Fragiacomo, Cesare Laurenti, Alessandro Milesi, Luigi Nono, Ettore Tito, Federico Zandomeneghi.
I lavori, provenienti da importanti collezioni private, illustrano in modo esaustivo le tematiche ricorrenti nella pittura italiana dell‘800, fra cui le scene di genere, il paesaggio e la ritrattistica. Esemplari a tal proposito sono il suggestivo Dopo il viaggio di Favretto, la raffinata atmosfera dell’Alba di Pietro Fragiacomo, il pathos del Mattino di Luigi Nono, il movimento delle figure nel San Giovannin che torna da la procession di Luigi Ferrazzi.
Essi rimarcano, inoltre, quella suggestione di vita quotidiana, matrice di opere che nei maestri italiani dell’800 ha trovato la sua più alta espressione poetica e artistica in capolavori quali Fantasticando e In pinacoteca di Giacomo Favretto, Il racconto della nonna di Alessandro Milesi, Cresima a San Marco di Stefano Novo.
Il percorso espositivo prosegue con le vedute paesaggistiche di Beppe e Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo, Bartolomeo Bezzi, accomunate dalla ricerca della linea dell’orizzonte e da un’atmosfera lirica, intima, malinconica e volutamente alternativa a quella della consueta visione che negli anni Ottanta ha ancora molti esponenti: da Giovanni Grubacs a Luigi Querena, da Ippolito Caffi ad Antonietta Brandeis.
La rassegna si chiude idealmente con il ritratto di Federico Zandomeneghi Thecle e le vedute di Londra e Monaco di Baviera di Guglielmo Ciardi, opere che testimoniano la qualità raggiunta dalla pittura veneta già a fine Ottocento, confermata dal successo che il pubblico e la critica internazionale le avevano decretato.