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Omaggio a Fontanesi

L’arte di Antonio Fontanesi

Museo Accorsi-Ometto | Torino | 15/02/2013 - 16/06/2013

Il 15 febbraio 2013 apre alla Fondazione Accorsi-Ometto una mostra, curata da Giuseppe Luigi Marini, dedicata ad Antonio Fontanesi: essa rappresenta un omaggio a una delle grandi figure dell’Ottocento che ebbe un importante ruolo nella storia artistica del Piemonte. Nato a Reggio Emilia il 23 febbraio 1818, Fontanesi, per l’esempio, la novità e la modernità della propria espressione e il ruolo didattico svolto a Torino, fu presenza imprescindibile alle sorti e agli sviluppi del paesaggismo piemontese del secondo Ottocento. Attraverso l’esposizione di una trentina di opere accuratamente selezionate, si propone da una parte di documentare l’intera parabola creativa dell’artista; dall’altra di circostanziare la sua evoluzione linguistica, con attenzione, oltre agli oli, anche agli acquerelli, disegni, fusains, litografie e acqueforti che costituiscono la necessità di esprimere, con maggiore aderenza, l’idea luce-spazio-atmosfera, proprio in virtù delle caratteristiche implicite nel mezzo usato. Così, accanto a un finora mai esposto, grande disegno ginevrino del 1851, l’unico che si conosca di quelli da cui il pittore trasse poi una serie di stampe nel 1855 circa, figurano i quattro famosi «ovali» commissionati all’autore nel 1867 da Cristiano Banti, prestate dal FAI Fondo per l’Ambiente Italiano. Attraverso un’antologia dell’attività e dei progressi stilistici di Fontanesi, si passa dalla tecnica ancora descrittiva dei primi anni Cinquanta all’exploit cromatico e luministico ispirato dal soggiorno a Firenze del 1868, per concludere con la fase torinese a cui appartengono alcune delle opere prestate dalla GAM di Torino e provenienti dal lascito Camerana del 1905. Tutti capolavori da mettere a confronto con quelli degli anni precedenti, come l’acquerello In alta Savoia, a suo tempo appartenuto alle collezioni del famoso Arturo Toscanini, o dell’ultimo periodo, come l’unico autoritratto noto, datato nel penultimo anno di vita e impreziosito da versi autografi che recitano:

“Io Fontanesi da Reggio co’ penei

Dipinsi me medesmo a chiaro e bruno

Sessantadue contando gli anni miei

Del mille ottocento ottant’uno”.