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Manet. Ritorno a Venezia

L'artista francese e le suggestioni italiane

Palazzo Ducale | Venezia | 24/04/2013 - 18/08/2013
Manet. Ritorno a Venezia

Olympia parte per Venezia. Ha già le scarpe indosso, mentre l’ancella le porge un mazzo di fiori facendo risaltare per contrasto la sua pelle diafana. Di certo sarà la donna più ammirata tra i capolavori di Manet presenti al Palazzo Ducale di Venezia, fino al 18 agosto. Il percorso espositivo riprende tutte le suggestioni che hanno pervaso l’arte di Manet durante i suoi viaggi in Italia, nel 1853 e nel 1857, primo fra tutti il lavoro del grande maestro veneziano Tiziano Vecellio. Proprio per rendere omaggio anche alla sua arte, Olympia scruterà con il suo sguardo fermo e deciso la sua antenata, la Venere di Urbino, che molto più lascivamente mostra il suo corpo sinuoso. Doveroso, quindi, il tributo al Maestro italiano a dimostrazione di come l’arte del giovane Manet possa aver subito le influenze della pittura veneziana cinquecentesca, da Tiziano a Tintoretto a Lotto in particolare. Così anche le Nature morte, oltre ai richiami alle formule olandesi, sembrano ispirarsi a un vigore cromatico e costruttivo tutto italiano. L’esposizione conta un’ottantina circa tra dipinti, disegni e incisioni, progettata con la collaborazione speciale del Musée D’Orsay di Parigi, l’istituzione che conserva il maggior numero di capolavori di questo straordinario pittore.