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Luigi Leonidi. It’s A Very Quack World

Paperi pop

Spazio San Giorgio | Bologna | 23/03/2013 - 20/04/2013
Luigi Leonidi. It’s A Very Quack World

Dal 23 marzo al 20 aprile 2013 la galleria d’arte Spazio San Giorgio di Bologna ospiterà “It’s A Very Quack World” personale di Luigi Leonidi. Nelle tele firmate Leonidi, sbocciano ritratti di paperi retrò dal sapore malinconico come “Ombre”,  dove il papero mostra una pettinatura e  un abbigliamento d’epoca, protagonisti di ritratti d’antan, ingialliti, dal profumo storico, protagonisti di un film muto. Fantastici oli su tela, che rendono un aspetto laccato e smaltato. Gli occhioni dei paperi sono grandi, giganti, sgranati, sempre aperti sul mondo circostante, sono veri e propri universi paralleli e mondi incontaminati, spauriti, di chi ha mille interrogativi per la testa, ma di chi è troppo pigro per risolverli. “To be or not to be”… echi amletici affliggono il povero papero ad olio con in mano la bottiglietta di diluente. Sparire o continuare a occupare tele e ancora tele?  Nonostante l’aspetto disorientato e malinconico del protagonista piumato, le opere di Leonidi ci lanciano sarcasmi simpatici, accanto allo sguardo strabico del papero compare la scritta: con riguardo. Sarà poi possibile guardare in due direzioni contemporaneamente? Le domande aumentano. “I am, I’m not” …il papero è atterrito, quasi sgomento, afflitto da questa cosa chiamata esistenza. Ed eccolo chinato, ritirato nel dolore, su un necrologio che si scopre essere una gigante gomma (quasi alla Oldenburg), che tutto stia per essere cancellato? O come declamava l’immenso Carmelo Bene, noi, alla fine dei conti non esistiamo affatto? Che tutto sia alla fine cancellazione dell’io? Poi il diluente si ribalta, scivola addosso al nostro protagonista, sciogliendolo piano piano, che sia la fine? O soltanto cancellazione per un nuova creazione? Che lasci veramente trionfare la specie qualunque, quella che non si interroga e resta anonima, sadica e festosa? Tra tortuosi dilemmi e ironie sprizzanti Donald Duck ci appare sotto una forma diversa dal solito sfigatello, con una coscienza troppo cosciente, un esistenzialismo stravagante che ci fa riflettere. Una cosa certa è che la tecnica ad olio usata da Leonidi è molto ben fatta, l’artista ci regala dei Paperi che sembrano uscire dalla tela, con i volumi e le ombre, con i grandi bulbi oculari, e ambienti e oggetti, da iperrealismo magico, o meglio pop. I paperi di Leonidi sono più veri del vero Donald Duck e fanno sorridere lo spettatore con amletiche sfortunate situazioni.