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La Transavanguardia tra Lüpertz e Paladino

Opere nella Collezione Würth

Art Forum Würth | Capena (Roma) | 18/02/2013 - 15/02/2014

Negli spazi espositivi di Capena del Gruppo Würth (la celebre azienda leader mondiale nella distribuzione di prodotti e sistemi per il fissaggio e il montaggio) è in programma la mostra “La Transavanguardia tra Lüpertz e Paladino. Opere nella Collezione Würth”. La mostra “La Transavanguardia tra Lüpertz e Paladino. Opere nella Collezione Würth” si deve al ricco fondo di opere di Mimmo Paladino e Markus Lüpertz che il Prof. Dr. h. c. mult. Reinhold Würth ha raccolto in maniera continuativa e coerente nel corso di parecchi anni. L’interesse di Reinhold Würth per i due artisti risale a un periodo assai precoce della storia della Collezione. Già nel 1987, ancor prima dell’inaugurazione del primo Museo Würth, la raccolta ospitava alcune opere di Mimmo Paladino – all’epoca celebre esponente della Transavanguardia – e di Markus Lüpertz, già annoverato tra i classici della pittura tedesca. L’esposizione presenta circa 60 lavori, tra dipinti e sculture, dei due artisti, la cui datazione permette di seguire, tra affinità e specificità, le diverse fasi della loro carriera. Teorizzata dal critico Achille Bonito Oliva, la Transavanguardia fu presentata ufficialmente alla Biennale di Venezia nel 1980 come un movimento di reazione ad una crisi che non investiva solo l’arte, ma anche la sfera economica e culturale del mondo occidentale. A crollare era “l’ottimismo produttivistico del sistema economico” e, in ambito artistico, la concezione, propria delle avanguardie, idealistica e “tendente a configurare lo sviluppo dell’arte come una linea continua, progressiva e rettilinea”. (A. Bonito Oliva).La Transavanguardia, in opposizione al concettualismo e all’Arte Povera con la sua “utopia internazionalistica”, – sempre con le parole del celebre critico – propose un ritorno alla pittura e una concezione dell’arte non più fondata sulla “certezza anticipata di un progetto e di un’ideologia”, ma sulla possibilità di muoversi liberamente in tutte le direzioni, facendo confluire nell’opera “immagini private e immagini mitiche, segni personali, legati alla storia individuale, e segni pubblici, legati alla storia dell’arte e della cultura”. Dalla metà degli anni Settanta anche in Germania si assiste ad un ritorno alla pittura, contrassegnato dal recupero delle radici espressioniste che, in quel momento storico, diventava anche recupero di una identità nazionale. Alla luce di alcune affinità con la Transavanguardia italiana, nel 1982 fu presentata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna della Repubblica di San Marino la mostra “La Transavanguardia tedesca”, a cura di A. Bonito Oliva, che riuniva gli artisti Baselitz, Immendorff, Kirkeby, A.R. Penck e Lüpertz. Markus Lüpertz (Liberec, 1941) è pittore, scultore e poeta. Nel suo lavoro si intrecciano molteplici suggestioni derivanti dal mito, dai grandi maestri del passato, dalla letteratura, ma il suo universo di forme è indipendente, rispondendo unicamente alla visione del proprio creatore ed alle leggi interne alla realtà pittorica. L’opera del pittore e scultore Mimmo Paladino (Paduli, 1948) è guidata da una grande libertà e ricchezza di riferimenti, legati sia all’esperienza personale sia alla storia dell’arte e della cultura. Nella sua opera vivono in simbiosi figurazione ed astrazione, confluendo in un universo di segni enigmatici e misteriosi.