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IllArt

Opere di Erwin Bechtold, Ñaco Fabré, Robert Ferrer i Martorell, Pep Llambías e Guillem Nadal

Accademia Reale di Spagna | Roma | 03/04/2013 - 08/05/2013
IllArt

L’Accademia Reale di Spagna a Roma presenta “IllArt”, una mostra collettiva di artisti contemporanei delle isole Baleari, a cura di Gudi Moragues. La mostra vuole evidenziare l’influenza della natura e dell’ambiente sulla creazione. I linguaggi utilizzati dagli artisti che la compongono rappresentano discorsi individuali e divergenti che però, in modo innegabile, entrano in relazione con l’ambiente, la materia e la luce, costruendo processi interni in cui implicano la loro potente e a volte rigorosa iconografia personale. È in questo modo che artisti come Erwin Bechtold, Ñaco Fabré, Robert Ferrer i Martorell, Pep Llambías e Guillem Nadal – nati o particolarmente legati alle Isole Baleari – rispondono al progetto di questa mostra. Tutti, nel trascorso delle loro traiettorie creative, hanno sviluppato tematiche e concetti sia personali, che radicati nella nostra realtà culturale, rendendo palesi le loro impronte significativamente rilevanti nell’ambito della plastica contemporanea. Le Isole Baleari possiedono un marcato carattere di micromondo, considerato che l’isolano, forzato a un’autarchia relativa, ha sempre cercato di trovare in ognuna delle isole che compongono l’arcipelago le risorse necessarie per crearvi un piccolo universo proprio. È importante sottolineare il numeroso gruppo di celebri artisti che, soprattutto durante il XX secolo, decisero di ormeggiare su queste isole che si schiudono in mezzo al mare luminoso, culla del Mediterraneo, portando a termine creazioni e linguaggi di una magnificenza e personalità assolute. Gli artisti che compongono ILLART approfondiscono, in modo rigoroso, nei campi dei moderni sistemi creativi e analitici delle relazioni. Guidano la pura manifestazione luminosa verso l’interiorizzazione visuale e il loro lavoro ci rimanda alla massima di Russell: “Ogni volta che qualcuno sentiva il desiderio d’intossicarsi celestialmente ricorreva alla musica. Però il colore e l’arte sono capaci tanto quanto la musica di procurare le maggiori estasi e piaceri”.