Di Sosta in sosta

Dove Dormire

Il Fogliano Hotel

Azzurro, verde, azzurro, verde, azzurro.

Piazzale G. Loffredo, Strada Lungomare Latina-Sabaudia - 04100  Latina
Il Fogliano HotelIl Fogliano Hotel

Azzurro, verde, azzurro, verde, azzurro. Il cielo terso, la fitta foresta planiziaria, le acque lacustri, la vegetazione che riveste con amorevole tenacia le dune litoranee proteggendole dalla forza dei venti e, infine, il mare. Fasce cromatiche, nette e contrapposte, si alternano in una vibrante successione che testimonia – con l’ausilio di due soli colori – equilibrio, potenza e bellezza della natura. Siamo sul lungomare che unisce il lido di Latina a Sabaudia, in pieno Parco nazionale del Circeo, su quella sottile striscia sabbiosa tra il lago di Fogliano e le onde del Tirreno, in una sorta di limbo materico che non è più mare, ma non è ancora terra.

Qui, dove un tempo i nobili rampolli della famiglia Caetani, Duchi di Sermoneta e Principi di Teano, si riposavano dalle fatiche della caccia al germano reale, sorge un magnifico hotel, Il Fogliano. L’elegante struttura è di proprietà della famiglia Gargiulo che, solo un paio di anni fa, ha provveduto a ristrutturarla, rectius, contestualizzarla con grandissimo gusto e profondo rispetto dei luoghi.

Ma non sono la bellezza e il lusso a emozionare il visitatore; per quanto le linee icastiche del moderno design delle camere e degli spazi comuni, le ampie vetrate che incorniciano il mare, i colori naturali tenui e riposanti, i complementi di arredo, le piscine con idromassaggio poste sulla terrazza, i letti con doppio piumino, le lenzuola di lino, la linea cortesia Figuier Fleur di Fragonard e tante altre carinerie facciano sentire meglio, decisamente meglio, nel corpo e nello spirito.

No. Sono altri gli atout che fanno de Il Fogliano un autentico campione di accoglienza e di ospitalità. All’ingresso non c’è banco reception; solo un tavolo bianco, una stretta di mano cordiale e un bel sorriso ad accorciare subito le distanze, a far respirare ossigeno familiare, a far sentire l’ospite a casa. E poi il territorio, sempre al centro, valorizzato, ossequiato, declinato in maniera piacevolmente ossessiva attraverso varie forme e modi: nel giardino botanico progettato con fiori e piante autoctone del parco, nella colazione a chilometri zero (su tutto, lo yogurt naturale di latte di bufala), nei menu dei ristoranti e del bistrot, nella carta dei vini, negli itinerari e nelle escursioni proposte…

E ancora, nelle diciannove camere tutte fronte mare, ci sono i dettagli, quelli d’autore, quelli che fanno la vera differenza. Il larice naturale sabbiato bianco, i ciocchi di legno che sostituiscono quegli orrendi reggivaligie pieghevoli in acciaio ottonato, gli accappatoi profumati con le essenze dell’aromaterapia, i televisori garbatamente occultati da pannelli in legno e, appese sul letto, le scatole. Le scatole dei viaggi, le scatole dei sogni, piccole opere d’arte e d’amore, eleganti parallelepipedi in fil di ferro – uno diverso dall’altro – ai quali sono appesi pesci, posidonie e conchiglie. Poi c’è la passione che fa brillare gli occhi di Elisa, di suo marito Paolo, degli altri membri della famiglia Gargiulo e del personale in servizio. E tutto diventa più caldo, più umano, più vero. E Il Fogliano si trasforma da sommatoria di servizi di altissimo livello a esperienza unica e irriproducibile. Infine, se non bastasse, ci sono la sala del ristorante, il Vistamare, un grande acquario senz’acqua, e la cucina haiku dello chef Gianluigi Alla. Ma queste ulteriori suggestioni meritano un capitolo a parte.

 

(Massimo Roscia)