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Howard Hodgkin. New paintings

Presenze percepite ma non definite

Gagosian Gallery | Roma | 15/03/2013 - 14/05/2013

La Gagosian Gallery propone una mostra di recenti dipinti di Howard Hodgkin, la prima nella Capitale dal 1992, anno in cui l’artista presentò “Seven Small Paintings” presso la British School. Nell’esplorare la natura stessa della pittura, sia come linguaggio intellettuale che come pura espressione, Hodgkin ignora gli opposti della tradizione pittorica, quali l’astrazione e il figurativo, il passato e il presente, la tela e la cornice. Tratti distintivi dell’artista sono i gesti decisi e marcati, la trama ampia e complessa, la ricca cromia, e il dinamico intrecciarsi di chiaro e scuro. Data la gestualità imponente e i colori saturi, i piccoli dipinti sembrano gioielli, mentre i lavori di grande formato si rivelano opulenti e teatrali. Le cornici e i supporti di legno dipinti sono sia oggetti funzionali che parte integrante dell’opera stessa. Incline ad accogliere in egual misura spontaneità da una parte e schiettezza dall’altra, riflessione e sentimento, Hodgkin può impiegare anche un anno per eseguire una singola pennellata. La qualità apparentemente casuale e travolgente dei suoi dipinti contraddice un lungo processo di esecuzione, che può durare due o tre anni. Le sue opere comunicano quanto il rapporto esistente tra mano, occhio e memoria conduca il processo artistico, la struttura visuale, la carica emotiva. In ogni dipinto di Hodgkin, la presenza del soggetto, percepita ma non definita, pone resistenza all’interpretazione, rimanendo allusiva e frammentaria. Tramite i titoli delle opere, l’artista dà un nome alle tracce vibranti delle sue esperienze, ispirate da memorie, luoghi, e conoscenze della vita quotidiana; basti pensare alla sensuale Red Sky at Night (2001-11) e al suo inverso arioso Seaside (2011-12); le tonalità golose di Toffee (2012); le abbaglianti cromie contrastanti di Red Flowers (2011-12); le cupe pennellate di Dark Cloud (2009-11). Accennando al mondo oltre i confini della cornice, Hodgkin crea opere che sono al contempo strutturate, entità autonome, e sineddoche della più ampia realtà estetica che giace sottesa al di là dei loro limiti.