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Hopkinson Smith. Suites BWV 1007-1009

Adattamento per tiorba tedesca

Chiesa S. Caterina da Siena | Napoli | 20/02/2013 - 20/02/2013

Mercoledì 20 febbraio alle 20.30 il Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini accoglierà tra le volte affrescate di  Santa Caterina da Siena un artista straordinario come Hopkinson Smith al suo debutto a Napoli nell’ambito della rassegna curata con l’Associazione Altre Corde. In programma le Suites BWV 1007-1009 nell’ adattamento per tiorba tedesca curato da Smith in persona. Nato a New York nel 1946,  e  fondatore con Jordi Savall dell’ensemble Hesperion XX,  Smith  si dedica dalla metà degli anni ‘80 principalmente al repertorio solistico per liuto e chitarra barocca producendo oltre 20 registrazioni, numerose delle quali premiate con il Diapason d’Or. Attraverso i recitals e le incisioni il suo percorso musicale continua a svelare e riportare in vita opere tra le più espressive e intimiste del repertorio rinascimentale e barocco. Il concerto riceve il sostegno dell’Istituto Svizzero di Roma. Le opere “ufficiali” di Bach per liuto sono essenzialmente singoli arrangiamenti del XVIII secolo in nessun caso originati come un’unità compiuta (come è invece il caso per le Suites inglesi o per la Suite francese per clavicembalo, o ancora per le Suites per violoncello e per le Sonate e Partite per violino). Alcuni di questi adattamenti sono dovuti allo stesso Bach (la BWV 995 basata sulla V Suite per violoncello, o la BWV 1006a tratta dalla III Partita per violino), mentre altre provengono dal suo entourage. I miei adattamenti per liuto di opere di Bach includono la registrazione della IV e VI Suite per violoncello, risalente ai primi anni ’90, e il doppio CD, apparso nel 2000, dedicato alla versione per liuto dell’integrale delle Sonate e Partite per violino. La rivista Gramophone le definì generosamente come “the best recording of these works on any instrument”. Le prime tre Suites per violoncello, differendo in parte dalle ultime tre, hanno un fascino melodico e un’energia del tutto peculiare. Ho riflettuto a lungo su quale fosse il modo migliore di realizzarle su uno strumento a pizzico: ritengo infatti che il liuto barocco manchi della profondità e nobiltà che la gamma sonora del violoncello può dare, e che la teorba italiana o francese si distanzi troppo da questo repertorio sia da un punto di vista storico, sia geografico ed estetico. In definitiva credo che una soluzione soddisfacente possa essere la teorba tedesca, dotata di  una maggiore lunghezza di corde e accordata una terza più bassa del liuto barocco. Queste due caratteristiche le conferiscono una maggior risonanza e la avvicinano sonoramente al mondo poetico del violoncello. A ciò si aggiunga l’eloquenza dei bassi (non così presente nella teorba italiana e francese) dovuta al loro raddoppio, in cui la nota grave è rinforzata dalla sua ottava alta.