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David Cronenberg

Perlustrando le zone morte del visibile

Spazio Oberdan | Milano | 27/07/2012 - 12/08/2012

Organizzata dalla Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con la Cineteca Griffith di Genova, un’ampia retrospettiva (ben tredici film), dedicata a David Cronenberg, il cineasta canadese che, dalla metà degli anni Settanta in avanti, ha saputo inventare un universo visionario e personalissimo, tendendo fino al limite estremo la riflessione sul corpo e sulle mutazioni, senza mai perdere di vista le ossessioni e le complessità della mente. Autore di un cinema virale, contagioso nel suo spingersi e attrarci nelle pieghe più nascoste del desiderio, Croneberg non ha smesso in oltre trent’anni di carriera di perlustrare le “zone morte” del visibile accendendo su di esse riflettori abbaglianti, riportandole alla luce e rendendole quasi tangibili. Superficie, concretezza, evidenza, e mistero, profondità, densità, queste le cifre, solo in apparenza contraddittorie, della sua estetica; quella, fra l’altro, che gli ha permesso, in alcuni dei suoi lungometraggi più riusciti, di realizzare film da opere e autori letterari quasi intraducibili sullo schermo: James J. Ballard (Crash), William S. Burroughs (Il pasto nudo), Patrick McGrath (Spider), fino al Don De Lillo dell’ultimo, bellissimo Cosmopolis. In sostanza, più e meno riusciti che siano i suoi film, se il cinema mantiene ancora oggi una sua originalità linguistica, che supera i consueti percorsi narrativi adagiati in un’espressività ripetitiva e convenzionale, è proprio grazie ad autori come David Cronenberg, coraggiosamente impegnati a seguire un percorso di ricerca e innovazione sempre più raro e che, per questo, li rende sempre più indispensabili.

 

Info: http://oberdan.cinetecamilano.it