Di Sosta in sosta

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Cavagrande, natura preistorica e relax

Alla scoperta di uno tra i più sorprendenti canyon di Sicilia

SS115 96013 -  Avola (SR)
Cavagrande, natura preistorica e relaxCavagrande, natura preistorica e relax

Un tuffo nella preistoria. È quanto offre al visitatore lo scenario di Cavagrande del Cassibile, la valle più profonda del tavolato Ibleo: un unicum archeo-naturalistico situato nel territorio di Avola, cittadina siracusana affacciata sul Golfo di Noto. Una strada a serpentina, nel mezzo di un affascinante paesaggio montuoso, conduce al belvedere da cui ha inizio il sentiero in discesa. Da qui, la visuale dell’opera d’arte incisa dal fiume Cassibile su questa crosta di pietra calcarea, simile ai panorami carsici del nord-est del Penisola, è spettacolare: un canyon lungo più di 10 chilometri e profondo 300 metri, sul cui fondo 3 laghetti naturali magnetizzano lo sguardo con l’intensità del loro verde. È questo, del resto, il colore dominante lungo tutti i ripidi costoni di questo sito, dove una vegetazione di arbusti mediterranei, come terebinti e ginestre, si avvicenda con fitte distese di lecci. Più giù, in prossimità delle sponde del fiume, regna una particolarissima flora fluviale. A spiccare, tra le specie arboree, è l’imponente platano orientale, albero diffuso nei Balcani ma raro in Italia. Sono molte le sensazioni suscitate da un trekking all’interno di quest’area protetta, estesa per oltre 1.000 ettari, di cui 307 costituiscono la zona di riserva integrale. Da quella di frescura, passando tra le gallerie formate dagli intrichi dei rami di salici, pioppi e frassini, agli avvistamenti di molte specie di uccelli, come il merlo acquaiolo e, se si è fortunati, l’aquila del Bonelli. Prima di risalire, un’imperdibile esperienza rigenerante nelle giornate più afose, è poi quella di un bagno nei laghetti – piuttosto gelidi – o una ‘doccia’ sotto le cascatelle che corrono sui gradini naturali. Sui versanti nord e sud, la riserva di Cavagrande del Cassibile, istituita nel 1984 e gestita dall’Azienda Foreste della regione siciliana, cela anche tracce di un’antichissima presenza umana: i resti di due villaggi rupestri, di cui i Siculi furono i primi abitatori intorno al XV secolo avanti Cristo. (Antonio Schembri)