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Benedette foto! Carmelo Bene visto da Claudio Abate

La forza di Bene

Palazzo delle Esposizioni | Roma | 04/12/2012 - 03/02/2013

Benedette foto!”, ha scritto Carmelo Bene nell’autobiografia, ricordando lo spettacolo Cristo 63 per il quale venne accusato di oltraggio e scagionato grazie alle fotografie di Claudio Abate. Nel decimo anniversario della scomparsa di Carmelo Bene, il Palazzo delle Esposizioni ha inteso valorizzare l’ingente archivio delle fotografie di Claudio Abate dedicate al grande artefice del teatro italiano contemporaneo. Immagini, le più incisive delle quali compaiono ora in mostra, che ancora una volta svolgono un ruolo salvifico perché riferite, nella maggior parte dei casi, a opere di cui non si conoscono altre memorie visive. Claudio Abate e Carmelo Bene si sono incontrati, giovanissimi, nel 1959 in uno dei ritrovi, rari all’epoca, della vita notturna romana. Bene aveva al suo attivo alcuni significativi spettacoli, tutte promesse mantenute di quella felice e radicale stagione che nel corso degli anni sessanta ha visto assurgere il teatro a espressione esemplare dell’arte. Abate già fotografava e frequentava pittori e scultori, soprattutto quei giovani che stavano per mettere in discussione tecniche e modi tradizionali del fare arte. Forte di questa esperienza, colse subito l’eccezionalità del teatro di Carmelo Bene e ne divenne il fotografo di scena. Sono tutte sue le foto scattate a Roma nell’arco di dieci anni, dal 1963 al 1973, con Carmelo Bene davanti e dietro le quinte di nove opere teatrali – Cristo 63, Salomè da e di Oscar Wilde, Faust o Margherita, Pinocchio ’66, Il Rosa e il Nero, Nostra Signora dei Turchi, Salvatore Giuliano, Arden of Feversham, Don Chisciotte – e del lungometraggio Salomè. Tutte le immagini esposte sono frutto di un accurato lavoro di ripristino. Le fotografie in bianco e nero sono stampate a mano da negativi su carta baritata ai sali d’argento e ritoccate (ad eccezione di quelle di Cristo 63 i cui negativi vennero sequestrati dalla magistratura). Le immagini a colori sono acquisizioni digitali da diapositive, stampate a getto di inchiostro su carta baritata. Le foto in mostra sono raggruppate per spettacoli e ordinate in sequenza cronologica. Ogni gruppo è preceduto da un testo redatto da Francesca Rachele Oppedisano per introdurre i visitatori alle tematiche di ciascuna messa in scena e, in alcuni casi, alle vicende che l’hanno accompagnata o all’accoglienza ad essa riservata dalla critica. Nelle didascalie sono riportati i nomi degli attori e tra parentesi il ruolo interpretato, procedendo da sinistra verso destra e omettendo quelli che dispiace di non aver potuto identificare. Laddove il nome del personaggio è stato omesso, perché non è stato possibile assegnare all’interprete – come spesso accade nel teatro di Bene – un carattere individuale e definito.

 

Info: http://www.palazzoesposizioni.it