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Anamericana

Alla scoperta di un’America altra

American Academy in Rome | Roma | 03/10/2013 - 14/11/2013
Anamericana

La Fondazione DEPART apre al pubblico giovedì 3 ottobre 2013 Anamericana, una grande mostra di trentadue artisti contemporanei, tutti statunitensi o residenti negli U.S.A.. A cura di Vincenzo de Bellis, è ospitata presso l’American Academy in Rome e visitabile fino al 14 novembre 2013 con ingresso gratuito. La mostra comprende oltre quaranta opere che accostano linguaggi diversi tra loro, come pittura, fotografia, grafica, scultura, installazione e video. Tutti i lavori esposti, alcuni dei quali di grandi dimensioni, reinterpretano il significato della parola “Americana”, giocando sull’idea patriottica e positiva che questa definizione comune ha sempre portato con sé.

Le opere, provenienti dalla collezione della Fondazione DEPART e quasi tutte di recente acquisizione, sono di artisti eterogenei fra loro per generazione, poetica e ricerca stilistica: Uri Aran, Darren Bader, Aaron Bobrow, Joe Bradley, Nick Darmstaedter, Tom Burr, Louis Eisner, Roe Ethridge, Sam Falls, Mark Flood, Erik Frydenborg, Elias Hansen, John Henderson, Mike Kelley, Brendan Lynch, Takeshi Murata, Carter Mull, Oscar Murillo, Trevor Paglen, Mitzi Pederson, Seth Price, Rob Pruitt, Jon Rafman, Stephen G. Rhodes, Amanda Ross-Ho, Sterling Ruby, Edward Ruscha, Lucien Smith, Valerie Snobeck, Frances Stark, Mateo Tannatt and Oscar Tuazon.

Il termine “Americana” si riferisce solitamente a manufatti che presentano caratteristiche tipiche del patrimonio culturale statunitense, legate alla storia, alla geografia e al folclore del Paese. Molti sono i materiali e gli oggetti a cui viene attribuito questo aggettivo: dipinti, stampe e disegni, targhe o veicoli interi, oggetti per la casa, utensili e armi, statue e così via, dove patriottismo e nostalgia sono i temi predominanti. Il termine, inoltre, viene utilizzato per distinguere generi artistici e musicali, per descrivere il tema di un museo, di una collezione o dei beni in vendita.

“Il titolo stesso della mostra, Anamericana, presenta una duplice lettura: se infatti da un lato An può essere letto in chiave grammaticale come articolo indeterminativo della lingua inglese, rappresentando pertanto una non specifica tipologia del sostantivo Americana, dall’altro, letto come un prefisso privativo, esso rilegge il senso stesso della parola in chiave di negazione” – dice Vincenzo de Bellis – “I lavori esposti mostrano un’attitudine degli artisti contemporanei a lavorare su temi cari alla storia, alle tradizioni dell’arte e della società degli Stati Uniti, ma allo stesso tempo sembrano prenderne le distanze, sottolineando gli aspetti critici e controversi di un Paese straordinariamente complesso”.