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Aliens

Le forme alienanti del contemporaneo

Marsiglione Arts Gallery | Como | 07/02/2013 - 02/03/2013

La Marsiglione Arts Gallery è lieta di presentare Aliens -le forme alienanti del contemporaneo- una collettiva di 20 giovani artisti a cura di Sergio Curtacci e Salvatore Marsiglione. Oltre alle due serate d’inaugurazione, il 7 e il 10 febbraio dalle 18:30, cioè giovedì grasso e carnevale, ci sarà una sorpresa il 14 per San Valentino e un interessante incontro organizzato in collaborazione con l’associazione La porta nascosta con Gaspare De Lama per giovedì 21 dalle 18:30; il Sig. De Lama è stato testimone e protagonista di un vero contatto tra umani e alieni. Il primo progetto artistico del 2013 della MAG, nasce dall’incontro delle energie e dei pensieri di chi l’ha curata, che con l’appoggio di tutti i soggetti coinvolti, ha prodotto un collettiva di artisti, noti e meno noti del panorama contemporaneo italiano. Le energie, le idee e lo spirito collaborativo di tutti, hanno dato vita ad una visione ampia della proposta artistica italiana, 19 artisti che hanno in comune il fatto di essere diversi tra loro. Il percorso installativo guida il pubblico partendo da un opera di Alessio Bolognesi, che con il suo Sfiggy viene in pace, ma ciò nonostante viene abbattuto perché diverso, si prosegue con un opera che è il fermo immagine dell’equilibrio precario di una figura femminile, opera inedita della serie SOSpesa di Vania Elettra Tam; il confine della new pop viene oltrepassato con un opera iperrealista di Daniela Montanari, che mette l’accento su un aspetto della sua personalità attraverso la precisione del primo piano. Sempre nella sala principe della galleria, ci s’imbatte in un totem di opere piccole dell’artista italiano, nato in svizzera, Giancarlo Marcali che con scatole di specchi, lastre radiografiche e immagini addentra nell’interno dei corpi che muoiono e risorgono; in netto dialogo il Bastone magico di Nicola Felice Torcoli che crea, distrugge e ricompone opere attraverso la frammentazione delle tele. Opera espressione della fragilità è quella di Irene Lucia Vanelli che da psichiatra analizza gli stati d’animo e li rappresenta in sagome tridimensionali, aprendo  con la sua la verticalità i lavori a seguire. Un quadro dipinto su tavola del siciliano Momò Calascibetta ritrae satiricamente l’abbraccio di due amanti a confronto con i due pesci sul tavolo; a seguire un opera della torinese, residente in Francia, Anna Frida Madia che presenta il ritratto di Calipso con un occhio piumato a rappresentare un occhio magico in grado di scrutare gli eventi futuri; per finire un disegno su vari strati di carta oleata della performer bulgara Emila Sirakova che affronta il corpo umano proiettando su di esso il proprio ego. Proseguendo nelle sale si passa dall’unica fotografia esposta in mostra, dell’artista bresciano Gianluca Chiodi che presenta un opera ironica, grottesca e riflessiva sugli eccessi della chirurgia estetica e sul Fashion Victim. Nell’ambiente successivo si ha subito l’incontro visivo con un’opera installativa di Annalù che unisce la scultura di un tronco di corteccia con le maschere psichiatriche dipinte a lato, dove ogni fruitore vede immagini diverse e strettamente riconducibili al proprio essere. Al suo fianco le monocromie del piemontese Silvio Porzionato dipingono una donna bambina, con la sua innocenza e la sua spiccata innata sensualità. Dall’altro lato, proprio a chiudere lo spazio dei bianchi e neri troviamo una rielaborazione pittorica su immagine fotografica originale del romano Cristiano De Matteis, simbolo dell’indifferenza che è l’essenza della disumanità. A completare questo secondo ambiente abbiamo due opere gestuali, la prima, un interno della calabrese Tina Sgrò, forte, riflessiva e di gran carattere, affiancata da un ritratto di Fabio Usvardi che con le mani dipinge e descrive la fragilità della condizione umana. Gli spazi della galleria continuano per arrivare al salone dedicato all’incontro; sopra il divano bianco vi è appeso un fantastico e divertente dipinto di Willow, artista milanese ed esponente di quella corrente che sta in mezzo tra la POP ed il design. Al suo fianco un dittico della palermitana Angela Viola, un contrasto cromatico, un dualismo nella forma che convoglia infine in un unica atmosfera sospesa, rarefatta, essenziale e vagamente inquietante. Si continua il percorso con due mani che disgregano la materia, olio su lamiera ossidata della pittrice umbra Roberta Ubaldi, una compenetrazione cromatica e  materica tra pittura e supporto. Si conclude con un opera assolutamente contemporanea per tecnica, messaggio e cromatismo della milanese Anna Caruso, che riesce a fondere il mondo reale e tangibile con quello intellettivo ed emozionale tipico del vivere quotidiano.