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Alberobello

La città dei trulli

Alberobello (BA)
AlberobelloAlberobello

Pochi luoghi in Italia sono divenuti famosi solo per il loro unico aspetto estetico. Ad Alberobello tutte le case sono bianchissime e coperte da un tetto conico a punta che termina con un pinnacolo: sono i trulli. La sua origine storica è legata a dei fatti alquanto singolari. Molti secoli fa il conte di Conversano, Giangirolamo Acquaviva, noto come il Guercio delle Puglie, desiderando crearsi un feudo indipendente dalla corte di Napoli, conquistò sulle terre pugliesi e istigò i contadini a stabilirvisi. Quando, con l’editto “Pragmatica de Baronibus” fu imposta l’autorizzazione da parte del Vicerè a riscuotere i tributi a lui dovuti per ogni nuova costruzione, il conte ideò l’espediente di costruire case solo con muri a secco senza l’uso della malta per fare in modo che le case potessero essere smontate in caso di ispezione governativa e rimontate subito dopo. Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola, composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I trulli di Alberobello sono divenuti però anche il simbolo di un’ architettura unica, legata a usanze e tradizioni antiche e persino alla superstizione: infatti i pinnacoli che completano i tetti, con le loro strane forme tutte differenti, si rifanno ad antichissime tradizioni orientali e anche i loro misteriosi simboli dipinti evocano simboli esoterici per propiziare salute, prosperità, buon raccolto. Dal 1996, i trulli di Alberobello sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. (Elisabetta Giacomini)