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A tu per tu con… Pablo Picasso

Arte in Agenda

Palazzo Magnani | Reggio Emilia | 08/03/2013 - 01/04/2013
A tu per tu con… Pablo Picasso

Femme sur un fauteuil. Buste (Donna seduta. Busto) è un intenso ritratto della moglie Jacqueline (olio su tela, cm 116×89) datato 1962 che testimonia l’ultima maniera di Picasso, in cui le elaborazioni del periodo cubista cedono il passo a un segno vigoroso e deciso e a colori marcati. L’evento che cade nel 40° della morte di Picasso (1881-1973), è parte del progetto Arte in Agenda. A tu per tu con… ideato e promosso dalla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia. Si tratta di un’occasione da non perdere per ammirare un capolavoro che a distanza di 20 anni – fu esposto nel 1993 – torna ad offrirsi al grande pubblico grazie alla collaborazione e sensibilità della Famiglia Barilla che ha reso possibile questo importante appuntamento culturale. Picasso conosce Jacqueline Huntin nell’estate del 1952, ma solo due anni dopo inizia a ritrarla. Ha così inizio l’époque Jacqueline che vedrà il moltiplicarsi di tele, incisioni, disegni, sculture e ceramiche, tutte dedicate alla moglie. Gran parte dei dipinti tardi di Picasso, come questo, portano una data precisa, come giorno, mese e anno, e hanno perciò quasi la valenza di diario per immagini. L’artista disse una volta a Françoise Gillot: “dipingo come altri scrivono la loro autobiografia”. Lo stile di Picasso maturo è caratterizzato da un uso stenografico del tratto, quasi ad ideogrammi, e da una stesura densa e violenta del colore. L’artista diviene ancora più audace ed esuberante producendo in anticipo sui tempi opere “neoespressioniste”. La sua rottura con la prospettiva scientifica – che si apre con il periodo cubista – è ora ulteriormente evidente nell’essenzialità dei segni che definiscono le forme, una sorta di non finito, volto a restituire un’idea complessiva e abbreviata dell’immagine osservata. Dal punto di vista compositivo questo dipinto presenta delle affinità con l’opera di artisti che in questa fase della sua vita Picasso sentiva particolarmente vicini: Velázquez, nel fondo cupo, risonante, indifferenziato da cui emerge la figura, Van Gogh – il vero nume tutelare dell’ultimo Picasso – nel taglio della figura e nel modo diretto di confrontarsi con essa. Siamo di fronte ad un antinaturalismo che riflette in parte la distanza dal mondo avvertita dall’artista, estraneità che si ritrova negli occhi spalancati di Jacqueline. L’esposizione è realizzata grazie alla gentile collaborazione della Collezione Barilla di Arte Moderna che ha concesso in prestito l’opera, e alla partecipazione di: Provincia di Reggio Emilia, Fondazione Pietro Manodori e Camera di Commercio di Reggio Emilia e con il contributo di Landi Renzo spa, CCPL e IBS Italcuscinetti (media partener). La Fondazione Palazzo Magnani, nell’ottica di un ampio approfondimento dei linguaggi artistici, si fa promotrice di appuntamenti che nel corso dell’anno coglieranno l’occasione di ricorrenze, eventi e date speciali, per presentare la grande Arte. Accanto alle prestigiose mostre, la Fondazione propone un avvincente viaggio nella storia dell’arte attraverso singole opere e personalità tra le più significative di sempre. In quest’ottica, s’inserisce l’iniziativa Arte in agenda. A tu per tu con… che propone, attraverso un intenso percorso dall’arte antica a quella contemporanea, un’opera unica di straordinario valore, proveniente da prestigiosi Musei e Collezioni Private nazionali e internazionali. Arte in agenda, attraverso la lettura e la comprensione dell’opera che di volta in volta verrà presentata, condurrà il visitatore a ripercorrere le poetiche degli artisti, l’anima di certe elaborazioni creative e brani di storia dell’arte che possono costituire utili strumenti di riflessione sull’oggi. Le opere d’arte – antiche, moderne o contemporanee -, infatti, non hanno mai guardato l’uomo dall’alto dei loro processi creativi, bensì hanno sempre svolto il ruolo di fedele specchio della vita e della storia in cui sono nate, all’interno di processi evolutivi costanti, a volte lineari, ma più spesso intrecciati, complessi o addirittura ciclici. Per questo ogni creazione non è mai figlia unicamente del proprio tempo, ma possiede una valenza più ampia; può infatti contenere riferimenti, elementi di contatto o di rottura con quanto elaborato in precedenza e al contempo può offrire importanti spunti che saranno oggetto d’indagine per  i linguaggi futuri.